venerdì 18 agosto 2017

pc 18 agosto - Dai Terremotati alle istituzioni: NOI QUI NON VI VOGLIAMO!



Noi qui non vi vogliamo! - Lettere dal Centro Italia alle istituzioni
Si avvicina il primo anniversario del terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia. Cittadini e comitati di molti comuni terremotati hanno scritto delle lettere alle istituzioni. Il 24 Agosto sarà un anno dal terremoto che ha devastato il Centro Italia e in tutti i comuni colpiti si terranno delle commemorazioni. Da diversi comuni i cittadini stanno scrivendo lettere alle istituzioni affinchè non si presentino alle commemorazioni per fare le loro passerelle. Poco o nulla è stato fatto in questo anno per le popolazioni terremotate, noi riportiamo la rabbia delle persone in queste due lettere da Castelsantangelo sul Nera e da Arquata.
-Castelsantangelo sul Nera
"Porgiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a chi ha perso le persone care, per loro il 24 sarà un anniversario di dolore, non ha paragone con il nostro, noi siamo stati fortunati al confronto.
Non dobbiamo permettere che lascino morire i nostri paesi, lo dobbiamo anche a loro"
Ai rappresentanti del Governo, della Regione Marche e dei partiti politici tutti
Scriviamo in qualità di residenti e non a Castelsantangelo sul Nera (MC), uno dei 113 comuni colpiti dal sisma. Ci è giunta notizia che per il 24 agosto prossimo alcuni Vostri rappresentanti potrebbero essere presenti QUI nel nostro Comune, per inaugurare ad un anno dall’inizio degli eventi sismici le prime 11 SAE, ancora in fase di costruzione. A questo punto sentiamo la necessità di esprimere la nostra opinione.
NOI QUI NON VI VOGLIAMO!
Le motivazioni sono le seguenti:
NOI QUI, che eravamo 280 esistenze e che ora siamo 280 sfollati, come in tempo di guerra, anonimi numeri di un conteggio istituzionale, senza peso elettorale, QUI non vi vogliamo;
NOI QUI, che viviamo al margine delle sconfinate zone rosse, tra le frane, le macerie immobili da mesi, le strade sbarrate e non possiamo neanche andare a camminare nei nostri sentieri, QUI non vi vogliamo;
NOI QUI, sparpagliati per tutto il centro Italia, che per ritrovare un senso di famiglia e di paese abbiamo solo telefono, sms e whatsapp, e che quando ci sentiamo la prima cosa che ci chiediamo è: “Dove stai?”, QUI non vi vogliamo;
NOI QUI, che ci hanno fermato, controllato ed identificato centinaia di volte per poter circolare nel nostro paese, QUI non vi vogliamo;

pc 18 agosto - La barbarie delle carceri italiane: Le carceri lombarde scoppiano: "I maiali hanno più spazio"



I risultati di un anno di visite nel libro bianco di Radicali e Socialisti
di MARTINA CARNOVALE 


Milano, 18 agosto 2017 - «Le leggi sulla messa a terra dei maiali riservano più spazio» di quello che viene destinato ai detenuti. È il giudizio tranchant che Gianni Rubagotti esprime sullo stato delle carceri lombarde documentato nel ‘Libro Bianco’ presentato ieri dal partito Radicale e dal partito Socialista. È il risultato di un anno di visite nelle case circondariali e di detenzione della regione, tra cui San Vittore, l’Icam (istituto a detenzione attenuate per le donne con bambini) e le carceri di Brescia, Como, Busto Arsizio e Monza. Il problema principale è quello del sovraffollamento: San Vittore ospita 153 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare di 750 posti, per un totale di 903 persone. Lo stesso avviene a Brescia dove, nonostante i posti disponibili siano 189, le persone presenti sono 313 e a Monza dove 596 sono gli ospiti nonostante i posti siano solo 403. A Como il sovraffollamento tocca la percentuale record dell’83% con 405 detenuti in una struttura che potrebbe contenerne massimo 221. Busto Arsizio si ferma ‘solo’ al 55% con 369 ospiti su 238 posti disponibili. La situazione è aggravata dal fatto che molti di loro - a San Vittore 758, a Brescia 151, a Monza 596, a Como 161, a Busto Arsizio 200 - sono in attesa di giudizio, dunque potenzialmente innocenti.

giovedì 17 agosto 2017

pc 17 agosto - Un'altra donna uccisa e un altro assassino, il marito: un maledetto sbirro, tanto compianto dalla CGIL, che lavorava all'ufficio Immigrazione di Marghera. Ma per questo Stato moderno fascista, il problema sono gli immigrati e la CGIL vomita un repellente necrologio al carnefice in cui, per par condicio, nomina sul finale anche la moglie e i 2 figli!

Poliziotto uccide la moglie e si suicida.
Stavano per separarsi. Lui lavorava all’Ufficio Immigrazione di Marghera, lei era infermiera

MIRA (VENEZIA) Poliziotto ammazza la moglie con la pistola di ordinanza a Dogaletto di Mira. Luigi Nocco e Sabrina Panzonato sono stati ritrovati senza vita giovedì mattina a Dogaletto di Mira, nel veneziano. I due avevano due figli di 15 e 17 anni, un maschio e una femmina, che al momento della tragedia erano al mare con i nonni.
L’omicida Luigi Nocco, 53 anni, è un poliziotto che lavorava all’Ufficio immigrazione di Marghera, avrebbe ucciso la moglie Sabrina Panzonato, 52 anni, infermiera all’ospedale dell’Angelo a Mestre, con la pistola di ordinanza e poi si sarebbe tolto la vita. L’omicidio è avvenuto davanti alla villetta della coppia: l’uomo ha prima rivolto l’arma d’ordinanza contro la moglie e poi si è suicidato. La lite fatale è iniziata dentro la villetta, poi la donna è scappata fuori dalla casa urlando, attraverso il giardino, fino alla strada. Lui l’ha inseguita con la pistola in mano e le ha sparato un colpo a bruciapelo che l’ha presa alla nuca, uccidendola quando lei era arrivata davanti all’auto. Il movente potrebbe risiedere nella decisione della moglie di separarsi da Nocco dopo una lunga crisi: lui non avrebbe accettato la cosa e nel timore di perdere la moglie ha sparato due colpi fatali, uno rivolto contro la moglie, l’altro contro se stesso.
Il vicino di casa dice di avere sentito delle urla, grida di paura, attorno alle 9 di giovedì mattina, poi gli spari. «Lei è scappata in strada, lui l’ha inseguita - racconta il vicino Gianni - poi ha fatto fuoco». In casa, mentre si consumava il dramma, il cane della famiglia, che ha abbaiato senza sosta.
Luigi Nocco
Nocco era componente del direttivo provinciale del Silp Cgil di Venezia. «Da molti anni in servizio presso la Questura di Venezia Ufficio Immigrazione- scrive il segretario provinciale Giordano Sartori - era stato precedentemente al Corso da Ispettore effettuato nel 1996, impegnato alla Polizia Ferroviaria e per circa un anno alla Polizia Stradale di Venezia. Da sempre attivo con la nostra sigla aveva dato il suo contributo in molte occasioni quali convegni e pubbliche assemblee con tema la sicurezza e l’immigrazione. Attento e gentile era collega stimato e preparatissimo sulla materia dell’Immigrazione essendo a capo della II Sezione della Divisione Immigrazione della Questura. Il Silp e la Cgil di Venezia piangono un collega stimato e serio e sua moglie Signora Panzonato Sabrina ed è vicino ai loro due figli».

pc 17 agosto - Il razzismo e fascismo della sindaca del M5S di Porto Empedocle: organizzare una protesta cittadina contro i migranti " per la dignità del suo popolo"

PORTO EMPEDOCLE. Il clima è rovente, forse addirittura incandescente. Lunedì, «a sorpresa» - secondo le parole del sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina del M5S - sono arrivati 43 migranti minorenni, non accompagnati. E sono stati ospitati in un palazzo della via Roma.


Esattamente per come gli empedoclini temevano dall'inizio dello scorso maggio, è nato un nuovo centro d'accoglienza. Poche ore dopo averne avuto consapevolezza, Ida Carmina ha scritto su Facebook: «Chiedo il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Porto Empedocle e vogliono lottare per il futuro proprio e dei propri figli. Intendo oppormi e porre in essere tutto ciò che sia possibile e necessario perché il territorio empedoclino e la sua cittadinanza abbiano il dovuto rispetto della dignità di popolo e dei suoi diritti di cittadinanza e perché sia considerata la prospettiva di sviluppo di Porto Empedocle, oltre che la sua capacità di accoglienza e la sua indole all'integrazione»

Ida Carmina si sarebbe già messa in contatto con i commercianti del centro storico per organizzare una forma di protesta contro l'apertura di questa struttura d'accoglienza...

Fonte Gds on line 

pc 17 agosto - Il caposala del pronto soccorso di Merate e dirigente Usb paga di tasca sua lo straordinario ai colleghi. "Nobile gesto?". Per niente....

...questo è collaborazionismo con le politiche di devastazione della Sanità pubblica, in primis, cercando di limitare i danni; è distogliere dalla lotta e l'unità di classe i lavoratori; è economicismo allo stato puro; è un modo di fare sindacato da denunciare e contrastare


Salti di riposo e straordinari: “se l'amministrazione non li riconosce Francesco Scorzelli ci mette il cuore e la faccia pagando di tasca sua gli straordinari ai colleghi”
E' il caso di Francesco Scorselli capo sala del pronto soccorso di Merate e dirigente  regionale USB Lombardia che ha regalato ricariche telefoniche ai suoi colleghi.
Merate - lunedì, 14 agosto 2017
Ben sa Francesco Scorselli che il fenomeno delle sostituzioni e degli straordinari non sia nuovo in sanità perché  in Italia (dati IPASVI) mancano 76.000 infermieri nelle piante organiche degli ospedali. Ma questa volta regalando le ricariche telefoniche da 50 euro ai suoi infermieri ha voluto ringraziarli personalmente e portare all'attenzione per denunciare un fenomeno increscioso e sempre più in aumento.
L'amministrazione dell'azienda aveva chiamato i lavoratori e le lavoratrici a svolgere una prestazione aggiuntiva ma non ha effettuato il dovuto riconoscimento economico. Il continuo taglio del Welfare, in tutta la Pubblica Amministrazione, porta al taglio del personale e alla conseguente riduzione della qualità e dei servizi resi alla cittadinanza.
In Sanità , tutto ciò si traduce, inevitabilmente, in :
-riduzioni delle prestazioni;
-lunghe liste d'attesa per visite ed esami;
-riduzione della qualità assistenziale con l' aumento dei carichi di lavoro dei lavoratori in servizio.
"Il gesto di Francesco Scorselli  (Capo Sala del Pronto Soccorso di Merate, presidio dove USB è il primo sindacato ) secondo Riccardo Germani, dell'esecutivo nazionale Usb Sanità,"è una denuncia forte a fronte di un'amministrazione inadempiente che continua a chiamare a lavorare personale  già stremato da una carenza organica cronica senza prevedere nuove ed opportune assunzioni necessarie a garantire le normali attività  ospedaliere"
"Francesco è  un lavoratore tra i lavoratori, stimato dai colleghi, che lotta ogni giorno da diversi anni affinché siano garantiti i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Numerose sono le sue denunce e le lotte e nonostante i numerosi provvedimenti disciplinari che ne conseguono ogni volta ( il prossimo il 12 settembre) ancora una volta Francesco non ci sta e si oppone".
"Non si può più continuare a lavorare in sanità in carenza di organico" è questo il messaggio che parte da Merate.."pensando che l'alto senso di responabilità di chi ci opera  sia in grado di garantire le insufficienze di amministrazioni complici allo smantellamento dei servizi e dell'inadeguatezza delle piante organiche degli ospedali italiani. "Ricordiamo con orgoglio, (continua Riccardo Germani ) quando per opporsi al meccanismo della valutazione,  rinunciò  al suo compenso per l'acquisto di un defibrillatore ed oggi, come allora, pone con coraggio  l'attenzione con questa sua denuncia uscendo anche fuori dall'ospedale. Francesco non è  solo  con lui ci sono tutti i colleghi dell' ospedale e tutta USB perché noi non ci fermiamo qui."



pc 17 agosto - Coll'accordo Italia/Libia aumenteranno le torture di migranti. Minniti "se (ME) ne frega(o)", in Italia non è reato



Migranti Alto commissariato Onu: “Codice ong riduce la capacità di salvare vite. Rischio violazione diritti umani”
Secondo Agnes Callamard dell'Unhcr c'è il sospetto che l’Italia, la Commissione Ue e gli altri Stati europei "considerino il rischio e la realtà delle morti in mare un prezzo da pagare per dissuadere migranti e rifugiati". I finanziamenti alla Libia inoltre espongono chi viene riportato nel Paese a "violenze abominevoli". L'organizzazione umanitaria italiana Intersos: "Grazie alle scelte di Minniti migliaia di innocenti verranno torturati"
di F. Q. | 15 agosto 2017
Il codice di condotta delle ong che operano nel Mediterraneo, scritto dal governo italiano con la collaborazione della Commissione Ue, impone “procedure che potrebbero ridurre la capacità delle organizzazioni di effettuare attività di salvataggio di vite”. Questo “potrebbe portare a più morti in mare, e la perdita di vite, essendo prevedibile ed evitabile, costituirebbe una violazione degli obblighi dell’Italia in materia di diritti umani“. Ad affermarlo è Agnes Callamard, relatrice speciale dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani (Unhcr), dopo che le maggiori organizzazioni non governative hanno comunque fermato le proprie attività di soccorso per timore delle minacce libiche e in polemica nei confronti degli accordi tra l’Italia e Tripoli.
Secondo l’esperta, questo “suggerisce che l’Italia, la Commissione Ue e i Paesi dell’Ue considerano il rischio e la realtà delle morti in mare un prezzo da pagare per dissuadere i migranti e rifugiati” dal compiere la traversata dalla Libia all’Italia. La relatrice Onu, poi, avverte che il finanziamento di 46 milioni di euro dalla Commissione europea alla Libia per appoggiare la sua guardia costiera e le sue operazioni di ricerca e salvataggio possono esporre i migranti e i rifugiati che vengono riportati in Libia a “più violenze abominevoli“. “Alcuni vengono assassinati deliberatamente, altri muoiono in conseguenza di tortura, malnutrizione e negligenza medica”, avverte Callamard, aggiungendo che ci sono informazioni di violazioni del diritto alla vita da parte della guardia costiera libica, secondo le quali gli agenti hanno sparato contro imbarcazioni di migranti o impiegato tecniche di individuazione pericolose. La relatrice segnala inoltre che il numero di immigrati e rifugiati riportati in Libia pare superi il numero di persone che risultano registrate nei centri di detenzione per immigrati, il che indica che alcuni vengono portati in strutture “non ufficiali e luoghi in cui possono essere privati della libertà e a rischio di gravi abusi, morte compresa“.

pc 17 agosto - Ancora su Charlottesville: ovvero se i nazi considerano Trump uno di loro



La manifestazione dell’estrema destra a Charlottesville, forse il più grande raduno razzista, è prova evidente delle forze assassine nutrite e incoraggiate da Donald Trump
La manifestazione dell’estrema destra a Charlottesville, Virginia il 12 Agosto, probabilmente il più grande raduno pubblico della “alt-right” razzista, è prova evidente delle forze assassine nutrite e incoraggiate da Donald Trump nel corso degli ultimi due anni. Le conseguenze sono state letali: una manifestante antifascista uccisa e più di venti feriti a causa di un terrorista neonazista che ha lanciato la sua auto a tutta velocità contro la manifestazione guidata dalle organizzazioni di sinistra, inclusa l’ International Socialist Organization (ISO), i Democratic Socialist of America, e gli Industrial Workers of the World, fra le altre. Trump ha emesso un comunicato subdolo a condanna dell’ “odio, del fanatismo e della violenza da qualunque parte provenga”, che non ha ingannato nessuno, specialmente l’estrema destra. “Si è rifutato persino di tirarci in ballo”, ha gongolato un sito web razzista. “Quando i giornalisti hanno preso a nominare con veemenza il nazionalismo bianco, il presidente è semplicemente uscito dalla stanza”.
I fascisti considerano Trump uno dei loro, e a giusta ragione.

pc 17 agosto - "Cercasi panettiere: orari interminabili e salari ridicoli". L'annuncio di lavoro fa il pieno di adesioni. "Umorismo", mica tanto, svizzero. Ma la realtà a volte è anche peggio



L'ironico messaggio in un negozio di Nyon, a 40 chilometri da Losanna. Il proprietario dell'esercizio: "Inserzione un po' cinica ma il posto è reale". E in molti fanno domanda
di FRANCO ZANTONELLI
17 agosto 2017
LUGANO - Dai paesi confinanti con la Svizzera, dove la disoccupazione è ai minimi termini, c'è la fila di gente alla ricerca di un lavoro, il più delle volte pagato il doppio, se non in il triplo che a casa loro. A Nyon, cittadina di 18 mila abitanti a una quarantina di km da Losanna, c'è invece una panetteria, appartenente alla catena Bagelstein, presente anche Francia e Belgio, che cerca personale con un'inserzione quasi intimidatoria. A coloro che fossero intenzionati a farsi assumere, come commessi, vengono infatti promessi "orari interminabili, salari ridicoli, pesi non indifferenti da caricarsi sulle spalle e nessuna possibilità di carriera". Senza dimenticare che, in quell'annuncio, c'è pure un côté non propriamente elegante, così da togliersi dalla testa qualsiasi illusione, visto che si dice chiaro e tondo che si "lavorerà per un c....".

mercoledì 16 agosto 2017

pc 16 agosto - LA REPRESSONE DI QUESTO STATO NON FERMERA' LA GIUSTA RIBELLIONE CONTRO LA VETRINA DELL'IMPERIALISMO - FOGLI DI VIA POST G7 DI TAORMINA

Sono in arrivo i primi fogli di via dal Comune di Taormina e da quello di Giardini Naxos a seguito della manifestazione contro il G7 tenutasi proprio a Taormina il 27 Maggio.
Sono compagni e compagne di Palermo i primi a ricevere le notifiche che vietano agli interessati di recarsi, per i prossimi due anni, nelle località che hanno ospitato il vertice dei sette capi di Stato e di Governo più influenti al mondo.
http://www.infoaut.org/varie/g7-di-taormina-arrivano-i-fogli-di-via

pc 16 agosto - Ci dispiace Salvini ma hai "ragione": sei fascista e razzista, ma PD e Minniti ti battono



Salvini al raduno della Lega: "Mi dicevano razzista e fascista, ma su migranti e ong avevo ragione io"


Il leader del Carroccio si presenta a Ponte di Legno con Elisa Isoardi e parla da candidato premier in pectore: "L'ho detto a Berlusconi: i Cicchitto e i Buttiglione non li vogliamo" e dice: "se saremo al governo pieni poteri ai sindaci, via i prefetti"
dal nostro inviato MATTEO PUCCIARELLI
16 agosto 2017
PONTE DI LEGNO - "Per tre anni sono stato razzista e fascista, ora si sono accorti che avevo ragione io", quasi se la ride beffardo Matteo Salvini, parlando di immigrazione e ong.

pc 16 agosto - Conferenza stampa di ferragosto, Minniti rilancia: "lavoro per liberare i cittadini dalla paura". Sbagliato, sei tu la vera paura e bisogna liberarsi di te



Migranti, Minniti: "Governare i flussi è di sinistra, aumenta la sicurezza, riduce la paura"
Tradizionale conferenza stampa di Ferragosto del ministro dell'Interno: "Lavoro per liberare cittadini dalla paura". Calano i delitti, compresi i femminicidi. Ma "assillo" del Viminale sono le condizioni dei migranti respinti in Libia dove il traffico di esseri umani "funziona e fa reddito"
di ALBERTO CUSTODERO
15 agosto 2017 


ROMA - "Il governo dei flussi migratori è di sinistra perchè aumenta la sicurezza e riduce la paura". Risponde così Marco Minniti, ministro dell'Interno (un passato indiscusso nelle file della sinistra) durante la tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, a chi gli chiede come viva le critiche alle sue politiche sulla sicurezza che provengono da sinistra, e ai contestuali complimenti che arrivano da destra.
"I flussi migratori non governati - spiega Minniti - sono una minaccia per la sicurezza dell'Italia. Si può dire forse che è sbagliato il mio approccio, ma non che è sbagliata la visione dei flussi. Questa è una posizione da sincero democratico". "Mi si offra di discutere un'altra proposta - aggiunge - a patto però che non cominci con 'emergenza migrazione' perché la migrazione è un fenomeno epocale da non affrontare in emergenza. Chi è accolto e chi accoglie deve avere pari diritti, se c'è conflitto tra questi due diritti la democrazia rischia di perdersi". "E di fronte al sentimento di paura diffuso tra la gente - sottolinea - il mio approccio è di stare vicino e ascoltare chi ha paura per aiutarlo a liberarsi da paure, sapendo che c'è qualcun altro che vuole che le persone restino imprigionate nelle loro paure. Questa è la discriminante di carattere democratico".
• ESPERTA ONU: "CON CODICE ONG RISCHIO PIù MORTI"

pc 16 agosto - Charllottesville, dopo la "gaffe" Trump fa marcia indietro: "confermo sono razzista, nazista e guerrafondaio"



Usa, dopo la condanna Trump ricuce con la destra razzista: “Violenza a Charlottsville? Colpa anche della sinistra estremista”
Solo lunedì il presidente, pressato dai consiglieri, aveva deprecato le violenze avvenute a Charlottsville durante una manifestazione di suprematisti bianchi. Martedì ha puntualizzato: "Responsabilità condivise, ma nessuno vuole dirlo". Soddisfatto l'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke: "Grazie, signor presidente, per la tua onestà e coraggio nel dire la verità"
di F. Q. | 16 agosto 2017 


Il 14 agosto, 48 ore dopo le violenze di Charlottsville costate la vita ad un’attivista 32enne, ha dovuto cedere alla richiesta di condannare in modo esplicito i suprematisti bianchi. Che però fanno pur sempre parte della sua base elettorale, come gli ha ricordato l’ex leader del Ku Klux Klan, David Duke. Così il giorno dopo Donald Trump ha pensato di ricucire lo strappo. Parlando ieri con i giornalisti a New York,nella Trump Tower, il presidente americano ha detto che “anche ‘l’alt-left’ (la sinistra estremista) condivide la responsabilità per la violenza a a Charlottesville, ma “nessuno vuole dirlo”.

pc 16 agosto - L'humus securitario di Minniti genera italiani di m...

Verona: 15enne italiana di origini africane, fuori da gara canora. "E' solo per italiani veri"


15 agosto 2017

ROMA - "Sono un italiano, un italiano vero". E vai, con gli spaghetti al dente e un partigiano come presidente. Così, 34 anni fa, Toto Cutugno disegnava il nostro popolare identikit in una canzone che fece il giro del mondo. Evidentemente qualcuno, proprio nell'ambiente musicale, non si è accorto che in questi 34 anni qualcosa è cambiato. Soprattutto, chi può dirsi oggi "italiano vero"?

pc 16 agosto - Reportage: Svezia, migranti, autorganizzati, contro le deportazioni



Stoccolma: cronaca dei primi 9 giorni di protesta permanente contro le deportazioni

Da più di una settimana a Stoccolma diverse centinaia di giovani afghani sono scesi in piazza per protestare contro le politiche svedesi sull’immigrazione. Gran parte dei presenti a questa mobilitazione fanno parte della rete “UNG I SVERIGE”, che significa giovani in Svezia. Rispetto al nome scelto per l’organizzazione, un po’ strano per una associazione fondata e composta da giovani afghani, uno degli organizzatori ha dichiarato: “Abbiamo scelto di chiamarci gioventù svedese perché siamo giovani che vivono in Svezia e vogliamo avere diritto ad una vita dignitosa proprio come i nostri coetanei qui in Svezia”. La manifestazione e l’occupazione della piazza è stata completamente auto-organizzata dai giovani, soprattutto afghani, di cui molti minori non accompagnati (ragazzi minorenni senza famiglia). La mobilitazione è iniziata domenica 6 Agosto con l’occupazione di piazza Mynttorget, a Gamla Stan (città vecchia). Dopo 3 giorni in cui la piazza è stata presidiata giorno e notte, martedì pomeriggio un gruppo neo-nazista (N.U.) ha aggredito i giovani manifestanti ferendone alcuni anche gravemente. Questo, oltre a non impedire di far proseguire le proteste, ha richiamato ancora più persone e solidali, passando da alcune centinaia di persone a più di un migliaio.


Il giorno si è quindi deciso di puntare a una piazza più grande e più in centro, ci si è spostati in corteo a Medborgarplatsen, che è una delle principali piazze del centro città, ottenendo il permesso di manifestare per un mese. Essendo molti dei giovani di origini afghane, uno degli slogan principali dei manifestanti è “STOP DEPORTATION”, contro i “rimpatri” effettuati dalla Svezia verso l’Afghanistan. Nonostante si tratti di un paese notoriamente instabile, con alle spalle decine di anni di guerra, l’Afghanistan è considerato da diversi stati europei un posto sicuro.